Articoli scientifici · Agosto 5, 2021

Ciampi Q, Antonini-Canterin F, Barbieri A, Barchitta A, Benedetto F, Cresti A, Miceli S, Monte I, Petrella L, Trocino G, Aquila I, Barbati G, Barletta V, Barone D, Beraldi M, Bergandi G, Bilardo G, Boriani G, Bossone E, Bongarzoni A, Bovolato FE, Bursi F, Cammalleri V, Carbonella M, Casavecchia G, Cicco S, Cioffi G, Cocchia R, Colonna P, Cortigiani L, Cucchini U, D’Alfonso MG, D’Andrea A, Dell’Angela L, Dentamaro I, De Paolis M, De Stefanis P, Deste W, Di Fulvio M, Di Giannuario G, Di Lisi D, Di Nora C, Fabiani I, Esposito R, Fazzari F, Ferrara L, Filice G, Forno D, Giorgi M, Giustiniano E, Greco CA, Iannuzzi GL, Izzo A, Lanzone AM, Malagoli A, Mantovani F, Manuppelli V, Mega S, Merli E, Ministeri M, Morrone D, Napoletano C, Nunziata L, Pastorini G, Pedone C, Petruccelli E, Polito MV, Polizzi V, Prota C, Rigo F, Rivaben DE, Saponara S, Sciacqua A, Sartori C, Scarabeo V, Serra W, Severino S, Spinelli L, Tamborini G, Tota A, Villari B, Carerj S, Picano E, Pepi M
2021 Aug 5;10(16):3466. doi: 10.3390/jcm10163466. PMID: 34441762; PMCID: PMC8397129.
Risultati: Durante la seconda ondata della pandemia da COVID-19, l’attività ospedaliera è stata parzialmente ridotta in 42 (60%) e del tutto interrotta in 3 (4%) laboratori ecocardiografici, mentre l’attività ecocardiografica ambulatoriale è stata parzialmente ridotta in 41 (59%) e completamente interrotta in 7 (10%) laboratori. Abbiamo osservato un importante cambiamento nell’organizzazione delle attività nel laboratorio di ecocardiografia che ha ridotto il rischio per l’operatore e ha migliorato l’autoprotezione degli operatori utilizzando adeguati dispositivi di protezione individuale. Gli operatori hanno indossato FFP2 in 58 centri (83%) durante l’ecocardiografia transtoracica (TTE), in 65 centri (93%) durante l’ecocardiografia transesofagea (TEE) e 63 centri (90%) durante l’ecocardiografia da stress. La seconda ondata ha determinato una significativa riduzione del numero di esami ecocardiografici, rispetto a novembre 2019 (da 513 ± 539 a 341 ± 299 esami per centro, -34%, p < 0,001). In media si è registrato un aumento significativo della lista d’attesa ambulatoriale per esami ecocardiografici elettivi (da 32,0 ± 28,1 a 45,5 ± 44,9 giorni, +41%, p < 0,001), con una riduzione della lista d’attesa in ospedale (2,9 ± 2,4 a 2,4 ± 2,0 giorni, -17%, p < 0,001). Abbiamo osservato una grande diffusione dell’ecografia cardiaca point-of-care (88%), con un aumento significativo dell’utilizzo dell’ecografia polmonare in 30 centri (43%) nel 2019, esteso a tutti i centri nel 2020.
La produzione di anidride carbonica mediante esame è un indicatore dell’impatto ambientale della tecnologia (100 volte in meno con l’ecocardiografia rispetto ad altre tecniche di imaging cardiaco).
È stato ignorato nel 2019 dal 100% dei centri e attualmente è considerato potenzialmente cruciale per il processo decisionale nell’imaging cardiaco da 65 centri (93%). Conclusioni: in un anno si sono verificati importanti cambiamenti nella pratica e nella cultura dell’ecocardiografia. La struttura dell’esame è cambiata con l’uso estensivo dell’ecografia cardiaca al punto di cura e con l’ecografia polmonare incorporata per impostazione predefinita nell’esame TTE, nonché il test COVID-19.